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Come reindirizzare un vecchio sito verso uno nuovo (301)

Pubblicato il 24 dicembre 2025·7 min di lettura

Reindirizzare un vecchio sito verso uno nuovo si fa con un redirect 301 (permanente), pagina per pagina, e non con un redirect unico verso la home. Il 301 segnala ai motori di ricerca che il cambiamento è definitivo, il che trasferisce la maggior parte del posizionamento acquisito verso i nuovi URL, a differenza di un redirect 302 (temporaneo), che non produce questo effetto.

Il vero problema: reindirizzare senza perdere quanto costruito

Un sito che ha accumulato contenuti, link in entrata e un posizionamento su Google nel tempo rappresenta un capitale SEO difficile da ricostruire. Un redirect fatto male (302 invece di 301, redirect unico verso la home, o assenza totale di redirect) può cancellare gran parte di questo capitale dall'oggi al domani, costringendo a ripartire quasi da zero con il posizionamento del nuovo sito.

L'errore più frequente è considerare il redirect un dettaglio tecnico secondario, da gestire dopo la pubblicazione del nuovo sito. In pratica, la strategia di redirect va preparata prima del cambiamento, con una corrispondenza precisa tra ogni vecchio URL e il suo equivalente sul nuovo sito.

301 vs 302: una differenza che cambia tutto per la SEO

  • Redirect 301 (permanente): indica ai motori di ricerca che l'URL è cambiato in modo definitivo. Google trasferisce il posizionamento associato al vecchio URL verso il nuovo e aggiorna progressivamente il proprio indice. È il redirect da utilizzare per qualsiasi cambiamento definitivo di sito, dominio o struttura degli URL.
  • Redirect 302 (temporaneo): indica un cambiamento provvisorio. Google mantiene il vecchio URL nel proprio indice e non trasferisce il posizionamento. Utile per una pagina in manutenzione o un test temporaneo, ma un errore frequente e costoso se usato per sbaglio per un cambiamento permanente.

Utilizzare un 302 al posto di un 301 è uno degli errori più frequenti durante una migrazione di sito, spesso senza che il titolare del progetto se ne accorga finché il traffico non inizia a calare.

La procedura di redirect passo dopo passo

  1. Elencare tutti gli URL del vecchio sito, tramite un'esportazione dal CMS, una sitemap esistente, o uno strumento di scansione se la sitemap non è più disponibile.
  2. Stabilire una corrispondenza precisa tra ogni vecchio URL e il suo nuovo equivalente sul sito di destinazione, pagina per pagina.
  3. Individuare le pagine senza un equivalente diretto sul nuovo sito, e reindirizzarle verso la pagina di contenuto più affine per argomento, anziché sistematicamente verso la home.
  4. Configurare i redirect 301 nella configurazione del server o tramite un modulo dedicato del CMS.
  5. Testare ogni redirect prima della messa online definitiva, verificando che punti alla destinazione corretta e restituisca un codice 301 (verificabile con uno strumento di analisi degli header HTTP).
  6. Aggiornare la sitemap XML del nuovo sito e inviarla a Google Search Console.
  7. Monitorare gli errori 404 in Search Console nelle settimane successive alla pubblicazione, per individuare eventuali URL dimenticati durante la migrazione.
  8. Mantenere i redirect attivi a lungo termine, idealmente indefinitamente, poiché link esterni o segnalibri continuano a puntare ai vecchi indirizzi a lungo dopo il cambiamento.

Gli errori che fanno perdere posizionamento

  • Reindirizzare tutti i vecchi URL verso l'unica home del nuovo sito, il che diluisce o addirittura annulla il trasferimento del posizionamento pagina per pagina.
  • Utilizzare un redirect 302 invece di un 301 per un cambiamento definitivo.
  • Dimenticare di reindirizzare le pagine profonde (articoli del blog, schede prodotto) occupandosi solo delle pagine principali.
  • Rimuovere i redirect troppo presto dopo la migrazione, prima che motori di ricerca e visitatori siano passati completamente al nuovo sito.
  • Creare catene di redirect multipli (pagina A verso B verso C), che rallentano il caricamento e diluiscono il trasferimento del posizionamento.

Verificare che il redirect funzioni correttamente

Una volta configurato, alcune verifiche semplici confermano che la migrazione sta procedendo correttamente:

  • Digitare ogni vecchio URL principale nel browser e confermare che si arrivi alla pagina corretta del nuovo sito.
  • Utilizzare uno strumento di verifica degli header HTTP per confermare il codice 301 (e non 200, 302 o 404).
  • Seguire l'andamento del traffico organico nelle settimane successive: un calo temporaneo è normale durante la reindicizzazione, un crollo brusco e prolungato segnala un problema di redirect.
  • Verificare in Search Console che i nuovi URL siano indicizzati e che quelli vecchi mostrino un redirect riconosciuto, non un errore.

Cosa ricordare

  • Il redirect 301 (permanente) trasferisce il posizionamento, a differenza del 302 (temporaneo), che non lo fa.
  • Reindirizzare pagina per pagina, non solo verso la home, preserva meglio il posizionamento e l'esperienza utente.
  • I redirect vanno testati prima della pubblicazione e mantenuti a lungo termine dopo la migrazione.
  • Un calo temporaneo del traffico organico dopo una migrazione è normale, un calo prolungato segnala un problema di redirect da correggere.
  • Evitare le catene di redirect multipli, che rallentano il sito e diluiscono il trasferimento del posizionamento.

Domande frequenti

Che differenza c'è tra un redirect 301 e un 302? Il 301 segnala un cambiamento permanente e trasferisce il posizionamento al nuovo URL. Il 302 segnala un cambiamento temporaneo e non trasferisce il posizionamento.

Si perde posizionamento reindirizzando un sito? Un 301 ben eseguito pagina per pagina trasferisce la maggior parte del posizionamento. Un calo temporaneo è comune durante la reindicizzazione da parte di Google, prima di stabilizzarsi in alcune settimane o qualche mese.

Bisogna reindirizzare ogni pagina singolarmente? È fortemente consigliato rispetto a un redirect unico verso la home, per preservare il posizionamento specifico di ciascuna pagina.

Per quanto tempo bisogna mantenere i redirect? Idealmente indefinitamente, o come minimo per diversi anni, poiché vecchi link o segnalibri continuano a puntare ai vecchi URL a lungo dopo il cambiamento.

In sintesi

Un redirect 301 ben preparato, pagina per pagina, è ciò che distingue una migrazione di sito riuscita da una perdita di posizionamento evitabile. Il lavoro si gioca soprattutto nella corrispondenza precisa tra vecchi e nuovi URL, non solo nella tecnica di redirect in sé. La formula sito web in abbonamento di VeryAppi include l'accompagnamento tecnico su queste migrazioni senza perdita di posizionamento.

Domande frequenti

Che differenza c'è tra un redirect 301 e un 302?

Il 301 segnala un cambiamento permanente: i motori di ricerca trasferiscono il posizionamento (il 'valore SEO') dal vecchio URL al nuovo e aggiornano di conseguenza il proprio indice. Il 302 segnala un cambiamento temporaneo: il posizionamento resta legato al vecchio URL, quindi va usato solo se il cambiamento non è definitivo.

Si perde posizionamento reindirizzando un sito?

Un redirect 301 ben eseguito (pagina per pagina, non solo verso la home) trasferisce la maggior parte del posizionamento acquisito. Una perdita parziale e temporanea è generalmente normale nel periodo in cui Google reindicizza i nuovi URL, prima di una stabilizzazione che spesso richiede da alcune settimane a qualche mese.

Bisogna reindirizzare ogni pagina singolarmente?

È fortemente consigliato, piuttosto che un redirect unico verso la home. Reindirizzare ogni URL verso il suo equivalente preciso sul nuovo sito preserva il posizionamento specifico di ciascuna pagina e migliora l'esperienza del visitatore, che ritrova il contenuto che stava cercando.

Per quanto tempo bisogna mantenere i redirect?

Si consiglia di mantenerli indefinitamente, o come minimo per diversi anni. Vecchi link esterni, segnalibri del browser o risultati di ricerca in cache possono continuare a puntare ai vecchi URL a lungo dopo il cambiamento.

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