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Come scegliere le proprie parole chiave SEO

Pubblicato il 30 novembre 2025·8 min di lettura

Scegliere le proprie parole chiave SEO significa individuare i termini esatti che i clienti potenziali digitano realmente su Google per trovare un servizio come il Suo, per poi dare priorità a quelli che uniscono un volume di ricerca sufficiente a una concorrenza accessibile. Questa ricerca precede qualsiasi lavoro di redazione dei contenuti, perché determina il vocabolario da utilizzare in ciascuna pagina.

L'errore di partire dal vocabolario di settore

La maggior parte delle aziende redige i propri contenuti con il vocabolario che utilizza internamente, tra professionisti del settore. Questo vocabolario non sempre corrisponde a quello impiegato dai clienti, che non possiedono la stessa competenza tecnica e formulano le proprie ricerche con parole più semplici o diverse.

Un avvocato che parla internamente di "diritto del lavoro" deve anche anticipare ricerche come "licenziamento illegittimo cosa fare" o "avvocato risoluzione consensuale", formulazioni concrete legate a una situazione vissuta dall'utente più che a una categoria giuridica astratta. Questo scarto di vocabolario spiega buona parte dei siti ben realizzati ma poco visibili.

Comprendere l'intenzione dietro una ricerca

Ogni ricerca traduce un'intenzione precisa: cercare un'informazione, confrontare delle opzioni, oppure passare subito all'azione. "Come sturare il water" traduce un'intenzione informativa, in cui l'utente cerca innanzitutto una soluzione da solo. "Idraulico urgente Milano" traduce un'intenzione d'azione immediata, in cui l'utente vuole contattare qualcuno rapidamente.

Confondere queste intenzioni porta a puntare sul tipo di contenuto sbagliato per una determinata parola chiave: proporre una pagina commerciale per una ricerca informativa, o viceversa, riduce fortemente le possibilità di posizionarsi bene, perché Google cerca proprio di far corrispondere il tipo di risultato all'intenzione rilevata.

La long tail, spesso più accessibile

Le parole chiave generiche e molto cercate ("avvocato Milano", "idraulico") sono anche le più contese, dominate da strutture con anni di esperienza e mezzi importanti. Le parole chiave più lunghe e specifiche, dette long tail ("avvocato specializzato in licenziamento collettivo centro Milano"), sono cercate meno spesso singolarmente ma sono molto più facili da raggiungere, e corrispondono a un'intenzione più chiara, quindi a un tasso di conversione migliore.

Per una piccola struttura che avvia il proprio lavoro di posizionamento, concentrare i primi sforzi su diverse parole chiave long tail pertinenti produce generalmente risultati più rapidi rispetto a puntare fin da subito sui termini più generici e più competitivi.

Dove trovare le parole chiave realmente cercate

I suggerimenti automatici della barra di ricerca di Google, quando si inizia a digitare una query legata alla propria attività, rivelano le formulazioni più frequenti associate a quell'inizio di ricerca. La sezione "Altre domande degli utenti" che compare nei risultati Google offre inoltre una panoramica diretta delle domande reali degli utenti su un determinato argomento.

Le domande poste dai clienti quotidianamente, al telefono, in negozio o via email, costituiscono una fonte preziosa e gratuita: riflettono il vocabolario reale utilizzato ancora prima di qualsiasi ricerca online, e possono spesso essere riformulate direttamente in parole chiave da puntare.

Dare priorità alle parole chiave in base al potenziale reale

Non tutte le parole chiave individuate hanno lo stesso interesse. La tabella seguente riassume i criteri da incrociare per dare priorità a un lavoro sui contenuti.

CriterioParola chiave da privilegiareParola chiave da rimandare
Volume di ricercaSufficiente a giustificare lo sforzoTroppo basso o troppo incerto
ConcorrenzaAccessibile per una struttura agli iniziDominata da grandi attori affermati
IntenzioneChiara e allineata con l'offerta propostaAmbigua o estranea rispetto all'attività
Pertinenza al businessCorrisponde a un servizio realmente offertoArgomento affine senza legame diretto con l'offerta

La parola chiave principale rispetto alle varianti affini

Una pagina non dovrebbe puntare su un unico termine isolato, bensì su una parola chiave principale accompagnata da varianti affini legate allo stesso argomento, che Google associa naturalmente grazie alla sua comprensione del linguaggio. Una pagina su "creazione di sito vetrina aziendale" può quindi coprire naturalmente anche "sito vetrina professionale" o "sito di presentazione aziendale" senza dover creare una pagina distinta per ogni variante minore.

Questo approccio evita due insidie frequenti: creare troppe pagine quasi identiche che puntano su varianti minime della stessa parola chiave, il che diluisce l'autorità tra più pagine concorrenti tra loro, oppure, al contrario, concentrare tutto il contenuto del sito su un unico termine troppo generico, tralasciando varianti che rappresentano comunque un volume di ricerca reale.

Adattare le parole chiave al tipo di pagina

Una pagina di servizio commerciale e un articolo di blog informativo non puntano sugli stessi tipi di parole chiave, anche su un argomento affine. La pagina di servizio punta su ricerche a intenzione d'azione ("idraulico Milano", "preventivo ristrutturazione bagno"), mentre l'articolo di blog intercetta ricerche informative più ampie ("come scegliere un idraulico", "prezzo medio ristrutturazione bagno").

Questa distinzione evita che le proprie pagine si facciano concorrenza a vicenda sulla stessa parola chiave (la cannibalizzazione), un problema frequente quando più pagine del sito puntano inconsapevolmente sullo stesso termine senza una chiara ripartizione delle intenzioni coperte da ciascuna.

Rivedere periodicamente il proprio elenco di parole chiave

Le ricerche evolvono nel tempo: nuove formulazioni, nuove esigenze, comparsa di concorrenti su termini in precedenza poco contesi. Un elenco di parole chiave rimasto invariato dalla creazione del sito, senza revisione, finisce per non riflettere più le ricerche reali dei clienti potenziali, soprattutto se l'attività stessa si è evoluta nel frattempo.

Rivedere questo elenco una o due volte l'anno, basandosi su dati di ricerca reali raccolti tramite gli strumenti Google (in particolare Search Console, che mostra i termini che hanno effettivamente portato visitatori sul sito), permette di adattare i contenuti esistenti e individuare nuove opportunità prima che la concorrenza le occupi.

I passaggi per costruire il proprio elenco di parole chiave

  1. Elencare i servizi o i prodotti offerti con il vocabolario del cliente, non il gergo interno.
  2. Esplorare i suggerimenti di Google e le domande frequenti associate a ciascun servizio.
  3. Individuare le formulazioni long tail legate a un'intenzione d'azione chiara.
  4. Incrociare volume di ricerca, concorrenza e pertinenza per dare priorità a un elenco ristretto.
  5. Assegnare una parola chiave principale a ciascuna pagina esistente o da creare.
  6. Rivedere questo elenco ogni sei-dodici mesi in base all'evoluzione delle ricerche.

Cosa ricordare

  • Le parole chiave devono partire dal vocabolario reale dei clienti, non dal gergo interno del settore.
  • Comprendere l'intenzione dietro una ricerca evita di proporre il tipo di contenuto sbagliato.
  • La long tail è spesso più accessibile e converte meglio delle parole chiave generiche.
  • I suggerimenti di Google e le domande quotidiane dei clienti sono fonti gratuite e affidabili.
  • Ogni pagina dovrebbe concentrarsi su una parola chiave principale, non su un elenco disperso.
  • I risultati di un buon lavoro di targeting delle parole chiave richiedono diversi mesi per stabilizzarsi.

Conclusione

Scegliere le proprie parole chiave SEO non richiede uno strumento sofisticato all'inizio, ma un ascolto attento del vocabolario reale dei propri clienti e una priorizzazione onesta tra potenziale e accessibilità. Questo lavoro di base condiziona l'efficacia di tutti i contenuti scritti in seguito. La formula sito web di VeryAppi struttura ogni pagina attorno a una parola chiave principale fin dalla sua progettazione.

Domande frequenti

Conviene puntare prima di tutto sulle parole chiave più cercate?

Non necessariamente. Le parole chiave più cercate sono anche le più competitive, spesso dominate da grandi strutture. Le parole chiave più specifiche e meno cercate (long tail) sono spesso più accessibili e convertono meglio perché corrispondono a un'intenzione più chiara.

Quante parole chiave conviene puntare per pagina?

Una pagina dovrebbe concentrarsi su una parola chiave principale e su alcune varianti affini legate allo stesso argomento, non su un elenco di parole chiave scollegate tra loro. Voler coprire troppi argomenti diversi in un'unica pagina ne diluisce la pertinenza per ciascuno di essi.

Gli strumenti gratuiti sono sufficienti per trovare parole chiave?

Per una piccola realtà locale, i suggerimenti di ricerca di Google, la barra delle ricerche correlate e le domande poste dagli utenti sono spesso sufficienti per individuare le principali parole chiave pertinenti, senza bisogno di uno strumento a pagamento.

Conviene cambiare le parole chiave se i risultati tardano ad arrivare?

Non prima di diversi mesi di contenuti regolari e di buone pratiche tecniche applicate. Cambiare le parole chiave troppo presto impedisce a Google di stabilire un'associazione stabile tra il sito e questi termini, facendo ripartire il lavoro da zero.

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